I giorni precedenti il rastrellamento

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I giorni precedenti il 20 settembre, vedono un’intensissima attività preparatoria da fronte tedesco: massiccio arrivo di reparti e decine di edifici requisiti, tra viale Venezia e viale delle Fosse, tra di essi pure una villa in viale Diaz.

Otteniamo queste informazioni, nuovamente, dall’opera di ricerca storica di F. Tessarolo, dettagliamente descritte in “1944 la strage annunciata“.

La richiesta di filo spinato e murali

“D’ordine del Comando Militare Tedesco dovete entro il giorno 14 c.m. rendere libero l’appartamento da voi occupato…”

Così recitava testualmente le lettere spedite dal Commissario Prefettizio.

E nuovamente, comunicazione sempre diramata dallo stesso Commissario in quei giorni:

“Il locale comando germanico ha disposto che tutto il filo di ferro spinato a maglie esistente in questo comune sia messo a disposizione del comando stesso […]”

Vengono richiesti, come si evince dal dispaccio inviato al Comando Distaccamento Alpini il 23 settembre, murali per la costruzione dei cavalli di frisia:

“Oggetto: richiesta murali di legno per costruzione cavalli di frisia. In relazione a nota suindicata si comunica che la provvista di murali non è possibile, attese le ben note ardue difficoltà in materia. Questo ufficio potrebbe invece fornire trenta spezzoni di stanghe di faggio del diametro di cm.8 (otto) circa nelle lunghezze volute”

In questi stessi, drammatici giorni, vengono requisiti tutti gli automezzi disponibili dalla popolazione civile.

Dalle parole del parroco di Fonzaso, comprendiamo meglio la situazione vissuta dalla popolazione inerme:

“Dovunque soldati armati, ex prigionieri russi: entrano spavaldi nelle case, chiedono prepotenti vino, alcolici, minacciano, fanno paura. Le requisizioni, ruberie di viveri, vestiario, oggetti d’ogni sorta sono all’ordine del giorno. La popolazione terrorizzata si tappa in casa”

L’appunto per il Duce

Alessandro Pavolini

Di enorme valore documentale, infine, l’appunto redatto per il Duce da Alessandro Pavolini, segretario del P.F.R. e comandante delle Brigate Nere. Di seguito il documento completo:

APPUNTO PER IL DUCE

OPERAZIONE ANTIRIBELLISTICA ZONA DEL MONTE GRAPPA

Il Comando Superiore Germanico per la Zona di Operazioni Prealpina, avendo constatato che la zona compresa fra Pederobba-Feltre-Arten-Primolano-Solagna-Possagno, è infestata dai partigiani, la cui forza oscilla fra i 1500 e i 2000 uomini, armati di pezzi leggeri da montagna, mortai da 81, mitra e moschetti, ha deciso di effettuare un attacco concentrico al complesso del Massiccio del Grappa, allo scopo di annientare i banditi che ivi si trovano. A tale scopo ha ordinato una linea di sbarramento intorno al Grappa ( Pederobba-Feltre-Arten-Arsiè-Rocca-Porteghetti-Valle del Brenta-Solagna-Possagno-Pederobba) anche per evitare che i banditi possano fuggire durante l’azione. Il comando delle operazioni è stato assunto dal Colonnello Menschik. Le forze a sua disposizione sono costituite, oltre da Unità e Reparti Germanici, anche dalla 1° Legione SS “Tagliamento” al Comando del Colonnello Zuccari e dalla 22° Brigata Nera Provinciale di Vicenza, al Comando del federale Passuello. Ieri, 20 corrente, alle ore 11, la 22° Brigata Nera, forte di circa Mille uomini, in uniforme, equipaggiati ed armati, si è radunata a Bassano del Grappa, dove è stata passata in rivista dal Capo di Stato Maggiore del Corpo. I nostri squadristi si sono presentati molto bene, tutto il loro portamento denotava l’ansia di misurarsi col nemico, di combattere, di gareggiare in bravura ed ardimento con i Camerati Germanici. Il Colonnello Germanico, Comandante delle Operazioni si è congratulato col Capo di S.M. e col Comandante della 22° Brigata, per il modo come si sono presentati gli squadristi e per il lro entusiasmo e si è detto sicuro che daranno tutto per l’ottima riuscita della complessa operazione. Alle ore 19 di ieri, 20 corrente, la Brigata si è schierata sulla linea assegnata. Compito della Brigata è quello di costruire uno sbarramento per impedire lo sfondamento e l’infiltrazione verso l’esterno di partigiani fuggiaschi oltre la linea di sbarramento che va lungo la strada Solagna-Pove-Romano alto-S.Eulalia-Crespano-Possagno-Cavaso-Pederobba. A tale scopo sono stati costituiti Cinque sottosettori, come segue:

-1° Sottosettore: posto di Comando Romano Alto

limite del sottosettore: sud di Solagna+ponte canale di Casa Canali

2° Sottosettore: posto di Comando BORSO-CIBERA

limite: Casa Canali-biforcazione stradale ad est di Gherla

3° Sottosettore: posto di Comando CRESPANO

limite: biforcazione stradale est Gherla-limite ovest di Brombal

4° Sottosettore: posto di comando POSSAGNO

limite: ovest Brombal-incrocio strada est di Caniezza

5° Sottosettore: posto di Comando VIRAGO

limite: incrocio strade est Caniezza-Molinetto ad est di Pederobba

L’operazione che avrà la presumibile durata di 7 giorni, terminerà quindi il giorno 27 corrente.

Si fa riserva di inviare dettagliato rapporto in proposito.

Si unisce schizzo dimostrativo.

IL SEGRETARIO DEL P.F.R.

COMANDANTE DELLE BRIGATE NERE

Alessandro Pavolini

L’ordine del Colonnello della SS-Polizei

Un comunicato del 17 settembre, redatto direttamente dalle mani del colonnello della SS-Polizei Paul Zimmermann, recitava:

“Uccidete tutti coloro che catturerete, distruggete i loro corpi rendendoli irriconoscibili, agite pensando di avere davanti il peggior nemico, un assassino senza scrupoli, che vi colpisce nell’ombra, alle spalle, incendiate tutto, ricordate che la popolazione parteggia per i ribelli!”

Appare evidente come, la preparazione del rastrellamento e i toni utilizzati, prefigurano l’azione non solo come militare, di eliminazione fisica dei ribelli, ma anche psicologica: terrorizzare la popolazione civile, rea di parteggiare per i resistenti.

Il punto di vista militare

Scorcio esemplificativo del territorio del Massiccio del Grappa

Qualsiasi commento o discussione nell’ambito strettamente strategico-militare non ha alcun valore: il Massiccio si presentava, e si presenta, come un quadrilatero di 100km, facilmente circondabile; le cui mulattiere, risalenti alla Grande Guerra, favorirono l’afflusso dei nazifasciti a sfavore dei partigiani. Come detto negli articoli precedenti, le forze in gioco era totalmente squilibrate, con un rapporto di 1:10 in favore degli assedianti; la natura geologica del complesso, quasi interamente di roccia calcarea, presentava caratteristiche carsiche, inesistenti corsi d’acqua superficiali e minima vegetazione, con possibilità quasi nulle di mimetizzazione. Avrebbero avuto una sola possibilità: fuggire, ma accettarono lo scontro frontale. E fu un massacro.

Gli articoli collegati:

Parte 1- Introduzione e contesto europeo nel ’43-’44

Parte 2- La situazione nel bassanese

Parte 3- Le forze nazifasciste in gioco

Parte 4- I giorni precedenti il rastrellamento

Parte 5- L’azione militare nazifascista sul Grappa

Parte 6- La testimonianza di Don Odone Nicolini

Parte 7- Il silenzio, le immagini, la memoria

Articolo di Samuele Guizzon

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