Quinto potere: information porn – Delenda Carthago

Quinto potere

Prima di procedere con la lettura, consigliamo di guardare questo video al fine di meglio comprendere il contenuto.

La clip è tratta dal film “Quinto potere” (Network in inglese), film  del 1976 diretto da Sidney Lumet, sceneggiato da Paddy Chayefsky, interpretato tra gli altri da Peter FinchFaye Dunaway e William Holden.

Come detto il film è della metà degli anni ’70, ma esso appare modernissimo. l refrain che abbiamo sentito ripetuto dal protagonista «Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!» Altro non è che ciò che ascoltiamo quotidianamente, da ormai molti anni, su praticamente quasi tutti i canali del nostro paese (e non solo in Italia, ovviamente), sebbene con maggiore insistenza negli ultimi anni, oltre che la -vuota- proposta politica di molti partiti e movimenti non solo nel nostro paese.

Parleremo di “infotainment”, o meglio di “dis-infotainment”, e di “news-porn”, seguendo il canovaccio di questa bellissima opera cinematografica che ha ormai quasi cinquant’anni. Come sempre rileggere la nostra storia, e pure la nostra cultura, ci permette di comprendere meglio anche i tempi attuali.

Nel film il conduttore Howard Beale entra in una profonda crisi dopo la morte della moglie e la notizia che il Network ha deciso di sostituirlo alla conduzione a causa del calo di audience. Egli quindi annuncia, in diretta, che intende suicidarsi, sempre in diretta, mentre conduce il suo notiziario.

Queste le sue parole

“Signore e signori, vorrei a questo punto annunciare che io sarò costretto ad abbandonare questo programma fra due settimane, perché ho un basso indice. Dato che questa era l’unica cosa che mi dava soddisfazione nella vita, ho deciso di suicidarmi: mi farò saltare le cervella durante questo programma, fra una settimana. Quindi, martedì prossimo mettetevi in ascolto. Le pubbliche relazioni avranno una settimana per promuovere lo spettacolo. L’indice d’ascolto dovrebbe salire alle stelle: 50 punti, almeno.”

Beale verrà, in un primo momento, licenziato, salvo poi offrirgli la possibilità di salutare il pubblico smentendo i propositi di uccidersi (ovviamente il tutto, come aveva previsto egli stesso, proprio per ottenere un picco di ascolti).

Durante la trasmissione, però, egli si lancerà in uno sproloquio grottesco ed invasato che batterà tutti i record di pubblico, e il Network si convincerà, e lo convincerà, a dargli uno spettacolo tutto suo dove urlare tutta la sua rabbia.

Beale entrare sempre di più nella realtà alterata del suo personaggio, comincerà a sentire voci che lo guidano, soffre di costanti allucinazioni, ma la sua popolarità cresce sempre di più. Il pubblico lo segue, egli diventa un vero e proprio telepredicatore.

Arriverà però, nella sua follia, ad attaccare lo stesso Network, chiedendo al pubblico di protestare con la Casa Bianca.

Inserto

Come abbiamo ascoltato, il proprietario del Network interverrà direttamente e plagerà l’allucinato Beale, sostituendosi alle “voci” che egli sentiva, dandogli quindi egli stesso delle indicazioni su cosa dire.

Col tempo però il pubblico comincerà a stancarsi, e gli indici di gradimento a scendere. Si penserà a questo punto di licenziare nuovamente Beale, ma si finirà per organizzare il suo omicidio sempre, manco a dirlo, in diretta TV.

Il film, nelle intenzioni originali, voleva essere più una riflessione sulla “disumanizzazione delle persone” che una devastante critica sulla televisione, alcuni vedono anche un legame con il suicidio in diretta della giornalista televisiva Christine Chubbuck, che si uccise con un colpo di pistola alla testa durante il suo talk show Suncoast Digest , che prima di premere il grilletto dichiarò: «In linea con la recente politica di Channel 40, “sangue e budella”, state per vedere a colori un altro tentativo di suicidio.»

In realtà il film diventerà noto come la più tranciante critica al mondo della Televisione/spettacolo, con particolare riferimento alle trasmissioni cosiddette di infotainment, il cui fine ultimo sarà lontanissimo da quello di raccontare la verità.

Una evoluzione notevole da sottolineare nella trama del film, è quella che mentre all’inizio c’è un’attenzione morbosa alla audience e agli sponsor, la stessa diventerà più avanti un’attenzione principalmente rivolta alla possibilità di influenzare il pensiero del pubblico, attraverso l’allucinato Beale, con le indicazioni del proprietario della rete.

Stephen Colbert dirà:

«Howard Beale è un precursore delle persone che ti dicono come ti senti. Non solo quelle dei programmi notturni, di cui io sono una specie di parodia, non solo gli opinionisti ma anche la gente dei notiziari»

Lo sceneggiatore Aaron Sorkin, affermerà in seguito che «nessun anticipatore del futuro, nemmeno Orwell, c’ha mai visto giusto come Chayefsky (che è lo sceneggiatore) quando scrisse Quinto potere».[Secondo Sorkin, «se mettete oggi Quinto potere nel vostro lettore DVD vi sentirete come se fosse stato scritto la settimana scorsa. La mercificazione delle notizie e la svalutazione della verità sono parte del nostro attuale modo di vivere».

Leggiamo insieme alcune altre citazioni dal film:

“Howard Beale : Buonasera. Oggi è mercoledì 24 settembre, e questa è la mia ultima trasmissione. Ieri ho annunciato durante questo programma che io mi sarei pubblicamente suicidato. Chiaramente un gesto da pazzi. Sapete perché l’ho detto? Avevo esaurito le cavolate. […] Cazzate sono tutte le ragioni che troviamo per vivere, e se non riusciamo a inventare ragioni nostre ricorriamo alla cazzata di Dio. Sì, perché non sapendo il motivo per cui dobbiamo sopportare tutto questo dolore, queste umiliazioni, cerchiamo di avere da qualche parte chi invece lo sa, ed ecco allora la cazzata di Dio.”

“Max Schumacher : Tu sei la televisione incarnata Diana, indifferente alla sofferenza, insensibile alla gioia, tutta la vita si riduce a un cumulo informe di banalità. Guerre, morti, delitti, sono uguali per voi come bottiglie di birra, e il quotidiano svolgimento della vita è solo un’orribile commedia. Tu frantumi anche le sensazioni di tempo e spazio in frazioni di secondo e lunghezza di segmenti. Sei la pazzia, Diana. Pazzia furiosa e tutto quello che tocchi muore con te.”

Vi invito, d’ora in avanti, quando guardate uno dei molti talk show, a riflettere se il formato permetta, anche qualora ci fossero ospiti preparati ed in perfetta buona fede (e non è sempre il caso), di avere un dibattito utile con delle riflessioni.

Provate a notare, in particolare, come vi sia una gara ad accaparrarsi l’ospite che la spara più grossa, che genera le polemiche più grosse, e come egli (o ella) sia contrapposto con un esperto per pulirsi la coscienza, ad aggiungere qualche politico che si indigna, e poi giornalisti schierati da una parte e dall’altra. Ovviamente dobbiamo anche notare come questo per molti (professori e giornalisti) sia divenuto impegno a tempo pieno, e dovremmo chiederci dove trovano il tempo per fare il loro mestiere principale, se ancora esiste.

Ovviamente la scusa propalata per tutto ciò è la par condicio, la doverosa possibilità di esprimere qualsiasi opinione in libertà, per quanto strampalata, per quanto demagogica, e ovviamente lo sdegno per la censura a cui sarebbe sottoposto, pur essendo h24 in televisione.

Quando nel film si inquadra il corpo senza vita di Howard Bale una voce fuori campo recita:

«Questa è la storia di Howard Beale, il primo caso conosciuto di un uomo che fu ucciso perché aveva un basso indice di ascolto».

Nella realtà, vittima della sete di audience della moderna TV, è però il pubblico e la verità, sempre se questa parola significa ancora qualcosa.

Pubblico, sia chiaro, complice di tutto ciò.

Ascoltiamo, in conclusione, una clip che non proviene da “quinto potere”, ma dal film “Private Parts”, che parla del contestassimo e seguitissimo presentatore americano Howard Stern (rilanciata in Italia dal programma “La Zanzara”), che dice molto di come funziona il business della televisione, ma anche, e soprattutto, del nostro animo e di ciò che abilita in persone con pochi scrupoli, ed in ultima analisi, forse, esso è la vera causati ciò di cui abbiamo trattato oggi.

Leggi anche l’articolo della precedente puntata di Delenda Carthago cliccando qui.

Articolo di Roberto Tomaiuolo

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