Pace e pacifismo

soldati in montagna

Cos’è la pace? Sembra sia il periodo che intercorre tra due guerre… è davvero così? O in quel periodo si gettano le basi per un altro conflitto generando il pacifismo, ossia l’ipocrisia di chiedere agli altri la pace quando la guerra è interiore? Si continua a chiedere all’esterno ciò che non si è in grado di gestire all’interno puntando il dito invece di modificare se stessi in un continuo tentativo di dominio anziché di collaborazione.

La pace è uno stato interiore non una condizione esterna. Si pretende dagli altri ciò che in realtà non siamo in grado di gestire in noi…

Se ne parla in questo video della rubrica di MRTV Italia Il Cittadino Sovrano con Serena Pattaro e Marco Ludovico.

Il Cittadino Sovrano n. 26

L’essere umano vuole la pace fuori ma è in guerra all’interno di se stesso, così trova scusanti continue all’esterno per puntare il dito cercando, così, un capro espiatorio per ciò che non riesce a gestire in sé.

Ogni volta che un conflitto internazionale sale all’onore delle cronache (ricordo che sono molte le guerre in atto oggi, ma non fanno notizia), le persone esaltano il proprio lato buonista, o anticonformista, schierandosi ferocemente da un lato o dall’altro. alimentando l’energia della guerra, dello scontro, a sfavore della vibrazione della pace.

Se vogliamo la fine della guerra è imprescindibile la neutralità consistente in un’analisi lucida, equilibrata e oggettiva di ciò che accade. Tendiamo a soggettivare tutto ed è per questo che non siamo in grado di affermare la verità su di noi. Ecco, dunque, l’impossibilità dell’osservazione della verità all’esterno e la conseguente accettazione. Meglio scegliere per condizionamento e schierarsi dalla parte più conveniente: più facile perché le motivazioni sono indotte da altri e non si presenta la necessità di approfondimento, informazione e, soprattutto, scelta consapevole.

Vogliamo la pace nel pianeta ma siamo in guerra con il vicino che ci sveglia la domenica mattina con la musica alta o parcheggia male l’auto di fronte casa; siamo in guerra col collega perché è antipatico o ambizioso o perché vogliamo ricoprire noi quel ruolo; siamo in guera con chiunque la pensi diversamente (ricordo il motto disfattista “o con noi o contro di noi”).

Parliamo di diritto di espressione, ma solamente finché la si pensa allo stesso modo, altrimenti meglio se stai zitto. Parliamo di diritto alla libertà di circolazione, ma se trovo chi va piano davanti a me allora è meglio se te ne stai a casa che intralci. Gli esempi potrebbero essere infiniti…

Come pensi che ragionino quelli che vogliono la guerra? Se non fai quello che dico io, quando lo dico io e come lo dico io, allora non hai diritto di vivere a modo tuo…

La domanda è: di chi è il conflitto?

Leggi anche questo articolo e visiona questo video.

Articolo di Serena Pattaro

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