Toni Capuozzo: la guerra da dentro

Soldati in guerra

Toni Capuozzo ha origine trivenete, anche se dal cognome non sembra. E’ infatti nato in Friuli da madre triestina. Ecco la sua biografia presa da Wikipedia.

Nato da padre napoletano e madre triestina a Palmanova, ha vissuto per un anno a Cervignano del Friuli, dove risiedeva all’epoca la sua famiglia.

Consegue la maturità classica presso il Liceo Classico “Paolo Diacono” di Cividale del Friuli e si laurea in Sociologia all’Università di Trento. Nel 1967 aderì al Partito Comunista Italiano lasciandolo l’anno dopo per aderire poi a Lotta Continua. Inizia l’attività di giornalista nel 1979, lavorando a proprio al quotidiano Lotta Continua, per la quale segue l’America Latina, e diviene professionista nel 1983. Dopo la chiusura del giornale, scrive per il quotidiano Reporter e per i periodici Panorama Mese ed Epoca. Durante la Guerra delle Falkland (1982) ottiene un’intervista esclusiva al grande scrittore Jorge Luis Borges[1].

Successivamente, si occupa di mafia per il programma Mixer di Giovanni Minoli. È inviato per la trasmissione L’istruttoria. In seguito, collabora con alcune testate giornalistiche del gruppo editoriale Mediaset (TG4, TG5, Studio Aperto), seguendo in particolare le guerre nell’ex Jugoslavia, i conflitti in Somalia, in Medio Oriente e in Afghanistan e l’Unione Sovietica.

Vicedirettore del TG5 fino al 2013, dal 2000 ha curato e condotto Terra!, settimanale del TG5 per dieci anni e poi in onda su Retequattro, sotto la direzione di Videonews. Ha tenuto inoltre, su Tgcom24, la rubrica Mezzi Toni. Nel 2021 ha realizzato per Mediaset il reportage Il sogno di una cosa, dedicato ai cento anni del Pci.

Ospite di Roberto Hechich a GED, rubrica di MRTV Italia, Toni Capuozzo ha raccontato la sua guerra da dentro.

Spesso dissertiamo di geopolitica, di strategie, di armamenti, delle teorie di Kennan piuttosto che di Mahan, di tattiche di combattimento. Giusto e doveroso, ma dimentichiamo che la guerra e gli scontri sono fatti di e da persone in carne e ossa e che spesso ci vanno di mezzo vittime innocenti. Enormi sofferenze, distruzioni vite spezzate, ferite e mutilazioni che durano tutta la vita restante. Eroismi e vigliaccherie, vittime e carnefici. Solidarietà e odio. Tutto questo ce lo può descrivere chi la guerra l’ha vista da dentro, dalla parte delle vittime, cioè di tutti quelli che l’hanno vissuta.

GED n. 70

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Articolo di Serena Pattaro

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