False verità e vere falsità. Come discernere nel mondo dell’informazione?

vero o falso?

False verità e vere falsità. Come discernere nel mondo dell’informazione? Già, come riuscire a comprendere una notizia vera da una falsa. Sempre più siamo immersi in un mondo di false bugie, vere bugie, false verità e vere verità. Ma come fare a distinguere le une dalle altre quando sono mescolate in ottime notizie generanti confusione mentale, emotiva e inibendo azioni utili a favore di azioni distruttive, ma apparentemente costruttive.

Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Il Movimento Roosevelt, del quale questo blog ne è una voce, basa ogni azione e scelta sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. La libertà di opinione è una delle più importanti, poiché permette all’individuo di esprimere se stesso per ciò che è in quel preciso momento. Il problema si pone quando la persona che esprime la propria opinione lo fa con autorità, stabilita dal popolo o autoimposta. In questo caso, si sviluppano meccanismi psico-emotivi che possono indurre a confusione.

La modalità di scelta più utile è quella di informarsi ascoltando diverse fonti, discordanti tra loro, per poi approfondire ciò che più risuona. Ma questo non sempre porta a verità, poiché dipende anche dallo stato emotivo personale. Siamo sempre più immersi nel caos e ognuno è invitato a raggiungere un ordine cosmico personale da condividere con gli altri.

Ma come vengono fabbricate le notizie fuorvianti?

Premesso che le notizie possono essere vere, false oppure contenere entrambe le informazioni, consideriamo come avviene un’informazione fuorviante volutamente confezionata. Innanzitutto, vi è la creazione di un falso problema. Quando tutto fluisce, le menti sono predisposte al libero pensiero. È il momento per creare un problema inesistente, rendendolo percepibile come tale, un problema che in realtà è già risolto. Si distingue una notizia fuorviante da caratteristiche ben precise, creando dal nulla un falso problema e convincendo gli individui dell’impossibilità a risolverlo da sé; ci si erge a unici risolutori; infine, chi ha creato il problema elargisce la soluzione.

Questo atteggiamento radica nelle menti l’azione potente di ignorare fatti, eventi, documenti accertati, palesemente chiari. Quando l’evidenza dei fatti è incontrovertibile, l’unica azione utile è ignorare. La mancanza di attenzione seppellisce quell’informazione, quell’evento, li rende invisibili, perciò la mente si dirige verso ciò che è manifesto.

Un’altra modalità comunicativa fuorviante è l’inserimento di nonsensi e frasi private di significato logico. Si tratta di un metodo comunicativo illusorio tramite il quale si aggira l’oggetto del discorso fornendo la percezione di aver trattato adeguatamente quanto richiesto e infondendo la sensazione in chi ascolta di essere inadeguato a comprendere per propria responsabilità. A tutto questo, vanno aggiunte mescolanze ben selezionate di verità e falsità, allo scopo di generare difficoltà nel comprendere realmente le cose. Se vi è della verità, probabilmente tutto ciò che è citato nel discorso è vero.

La posizione scientifica

La scienza oggi si erge a nuova struttura dogmatica, sostituendo sempre più quella religiosa. La frase noi siamo la scienza, usata continuamente, indica il nulla e il tutto, quindi le infinite sfumature interposte tra i due opposti. La scienza in quanto tale è relativa, nessuna verità assoluta le appartiene, se non quella che ogni legge, ogni postulato, possono essere stravolti da nuove conoscenze.

Un altro modo di imporre il pensiero unico è quello di invitare le persone ad approfondire le cose appena affermate senza mai indicare le fonti. La cosa sembra molto nobile, in altre parole se ti invito a farlo significa che so quello che dico.

Uscire da questa situazione fuorviante è possibile. È necessaria la disposizione interiore a rinunciare alla soddisfazione delle emozioni a breve termine a favore di quelle a medio-lungo termine. Questa è la ricerca della verità, che predispone alla volontà di dedicarsi mettendo in campo tempo ed energie personali. Inoltre, è bene sempre considerare di evitare di voler aver ragione a tutti i costi: la verità non è un’opinione, ma una ricerca personale.

False verità e vere falsità: discernere è possibile attraverso il libero arbitrio e la capacità di essere cittadini pensanti.

Articolo di Serena Pattaro

Condividi

Share on facebook
Share on twitter
Share on telegram

Iscriviti al Movimento Roosevelt

Condividi

Share on facebook
Share on twitter
Share on telegram