Agenda 2030 – Sviluppo Sostenibile

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Una delle definizioni di sviluppo sostenibile ancora oggi ampiamente condivisa, è quella contenuta all’interno del Rapporto Brundtland. Questo fu elaborato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo.

“Lo sviluppo sostenibile è lo sviluppo che soddisfa le esigenze del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie di esigenze”.

Nel rapporto, la crescita economica deve essere nell’ottica della riduzione della povertà e delle differenze interne e tra nazioni, affinché tutti abbiano accesso alle risorse che sostentano la crescita stessa.

Gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile vennero approvati nel 2015 dalle Nazioni Unite, assieme alla stipula dell’Agenda 2030. Nell’Agenda sono inseriti i 17 Obiettivi, a loro volta articolati in 169 target. Questa declinazione dettagliata permette all’ONU di monitorare di anno in anno i progressi (o regressi) di ogni paese. La novità dell’Agenda 2030 rispetto ai trattati precedenti risiede nella visione integrata dei problemi e delle soluzioni: viene riconosciuto quindi, che il modello attuale di sviluppo è insostenibile secondo molteplici punti di vista – ambientale, sociale, economico – e che le soluzioni devono essere altrettanto trasversali, così che “nessuno venga trascurato”.

L’ex presidente dell’ISTAT e Professore presso l’Università Tor Vergata di Roma, Enrico Giovannini, ha svolto un ruolo di primo piano per la promozione dello sviluppo sostenibile in Italia. Nel suo libro L’Utopia Sostenibile viene delineato il piano di riforme che un governo coraggioso dovrebbe adottare per mettersi in linea con l’Agenda 2030. Sotto il governo Letta fu denominato Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e, nonostante il breve mandato, fu capace di far approvare l’introduzione del BES, l’indice di Benessere Equo e Sostenibile.

Il Presidente della Camera Roberto Fico, ha ricordato che l’Italia è stata fra i primi paesi ad adottare questo innovativo indicatore, che si propone di essere un’alternativa al PIL. Il BES infatti valuta il progresso della società italiana, non solo da un punto di vista economico, ma anche sociale ed ambientale. Il Presidente della Camera ha sottolineato che questi processi riformatori assumono valenza significativa solo se accompagnati da un completo orientamento del sistema politico italiano in questo senso. La Camera dei Deputati, con il potere legislativo di cui dispone, rappresenta il luogo ideale per dar forza e attuazione agli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile.

Vedi il video sul Rapposrto ASviS 2019: https://youtu.be/Vkfei1-JPxI

Ma cosa dice nel concreto il Rapporto 2019 sulla sostenibilità italiana? 

Sono 9 le aree in cui l’Italia risulta migliorata rispetto al passato:

  1. salute;
  2. uguaglianza di genere;
  3. condizione economica e occupazionale;
  4. innovazione;
  5. disuguaglianze;
  6. condizioni delle città;
  7. modelli sostenibili di produzione e consumo;
  8. qualità della governance e pace;
  9. giustizia e istituzioni solide e cooperazione internazionale.

Per quanto riguarda il Goal 4 e 13, rispettivamente istruzione e lotta al cambiamento climatico, la situazione risulta sostanzialmente invariata; sono invece peggiorati i Goal 1, 2, 6, 7 e 14. Si tratta delle seguenti aree: povertà, alimentazione e agricoltura sostenibili, acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizione dei mari ed ecosistemi terrestri. Il Rapporto Asvis presenta anche il grado di attuazione dei singoli obiettivi regione per regione (Sviluppo sostenibile: la tua regione che cosa fa? – Il Sole 24 ORE).

I tre pilastri: società, ambiente, economia

Il concetto di sviluppo sostenibile, come sopracitato, è imperniato su tre pilastri fondamentali che sono tra loro interconnessi. Per parlare di sviluppo sostenibile, infatti, lo sviluppo deve idealmente essere nel rispetto delle sostenibilità sociale, ambientale ed economica.

Sostenibilità sociale

Lo sviluppo deve garantire le condizioni di benessere umano a tutti, senza distinzioni di classe, genere o qualsivoglia minoranza, e un’equa distribuzione delle risorse. I bisogni legati a cibo, vestiario, alloggio e lavoro devono essere garantiti, così come anche il diritto di veder soddisfatte le proprie aspirazioni di una vita migliore. Devono essere garantiti le condizioni legate alla sicurezza umana in ogni suo aspetto, nonché quelle legate a salute, istruzione, democrazia, partecipazione nella società e giustizia.

Secondo quanto affermato anche dal rapporto Brundtland, la soddisfazione dei bisogni e delle aspirazioni umane deve essere uno dei principali obiettivi dello sviluppo. Questo anche perché, in un mondo in cui la povertà e l’ineguaglianza sono endemiche, sarà sempre possibile una crisi ecologica, o anche crisi di altro tipo.

Sostenibilità ambientale

Lo sviluppo non deve distruggere ma mantenere l’equilibrio ecosistemico, garantendo la qualità e la riproducibilità delle risorse naturali.
La crescita e lo sviluppo economici implicano ovviamente cambiamenti nell’ecosistema fisico, ma è fondamentale conservare le risorse, le specie vegetali e quelle animali. Inoltre, si devono ridurre al minimo possibile gli impatti negativi sulla qualità dell’aria, dell’acqua e degli altri elementi, in modo da garantire e sostenere l’integrità complessiva dell’ecosistema.

Quando si tratta di risorse rinnovabili, come le foreste e gli stock ittici, se ne può far uso solo a condizione che il tasso di utilizzo rientri nei limiti della rigenerazione e della crescita naturale. Considerazioni di questo tipo non devono essere fatte solo per la specifica risorsa che si intende consumare, infatti, va sempre tenuto presente che la maggior parte delle risorse rinnovabili fa parte di un ecosistema complesso e interconnesso. La terra non dovrebbe essere degradata oltre un ragionevole recupero.

Per quanto riguarda le risorse non rinnovabili, come i combustibili fossili e i minerali, bisogna ricordarsi che il loro utilizzo nel presente riduce lo stock disponibile per le generazioni future, ponendo quindi in essere questioni di equità intergenerazionale.

Specialmente quando si tratta di risorse critiche, è necessario garantire che la risorsa non si esaurisca prima che siano disponibili sostituti accettabili.

Sostenibilità economica

La sostenibilità economica può essere definita come la capacità di un sistema economico di generare una crescita duratura del reddito e del lavoro dignitoso, al fine di garantire il sostentamento delle popolazioni e dello sviluppo stesso.

Sostanzialmente, il concetto di sviluppo sostenibile deve vedere una sinergia tra elementi diversi, tutti volti a migliorare l’attuale sistema, avendo cura di preservare e soddisfare anche i bisogni e le aspirazioni umane future. Che si tratti di sfruttamento delle risorse, sviluppo tecnologico, investimenti, o cambiamenti istituzionali, l’obiettivo deve essere comune: il raggiungimento di un benessere sociale diffuso, garantendo al contempo anche la salvaguardia delle generazioni future e dell’ambiente.

Fonti:
1) Our Common Future: Report of the World Commission on Environment and Development, 1987. In: Chapter 2: Towards Sustainable Development. Oxford and New York, Oxford University Press, xv+ 383 pp.
Reperibile su:

 http://www.un-documents.net/ocf-02.htm

Sviluppo sostenibile – Wikipedia

Articolo di Steve Celio

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