Comunicato Movimento Roosevelt su Trieste e il green pass

porto_trieste_vista_aerea

Il Movimento Roosevelt sta con i lavoratori portuali di Trieste e si augura che la loro lotta abbia successo e che in tempi brevi si riesca a raggiungere un accordo soddisfacente per tutte le parti in causa.

Lettura del comunicato di Roberto Hechich

La trascrizione del comunicato MR

Ci rendiamo conto che tali proteste possono inficiare nel breve periodo le potenzialità di sviluppo del porto. Il porto di Trieste, per le sue peculiarità, non è solo fondamentale per la città stessa, ma anche per l’economia e il posizionamento strategico dell’Italia, cuneo tra la vocazione mediterranea del Paese e la proiezione di quel Mediterraneo allargato nel cuore dell’Europa. Funzione che rende questo paese unico e fondamentale per l’intera Europa, come e maggiormente di quanto lo era Venezia nel culmine del suo splendore.

Ma quando i diritti fondamentali delle persone vengono violati in questo modo, la libertà e il diritto al lavoro, sancita dalla Costituzione, viene calpestata, il diritto di scelta, mantenuto in teoria, ma negato nei fatti viene tolto, non si può che sostenere chi lotta per questi diritti. Quando la Costituzione viene stravolta nello spirito, e probabilmente anche nella lettera, ogni danno che questo arreca è sicuramente superiore al danno che può arrecare all’economia una simile iniziativa. Perché alla lunga i danni alla democrazia, alla libertà delle coscienze e ai diritti acquisiti con decenni e decenni di lotta e sacrifici, sarebbero ben più pervasivi e corrosivi, ponendoci di fatto consustanziali a quei regimi, definiti democrature, che infatti amano particolarmente certi tipi di documenti. Benessere, qualità della vita, democrazia sostanziale, effettiva, rispetto per i Diritti, come abbiamo visto vanno di pari passo.

MR guarda con preoccupazione agli attacchi che vengono fatti al CLP di Trieste e al tentativo di delegittimazione che sta avvenendo a tutti i livelli, facendo tra l’altro di ogni erba un fascio (anche nel senso letterale). Si mischia volutamente il dissenso totale al green pass, che ricorda molto da vicino certi lasciapassare molto “di moda” nelle società totalitarie passate (fasciste o comuniste che fossero), per cui se si è contro il green pass si diventa automaticamente negazionista (termine comunque offensivo, malgrado MR non sia assolutamente a favore di simili tesi, poiché si accomuna con chi nega l’olocausto), no vax, fascista, estremista, magari terrapiattista e qualunque altra cosa passi per la mente. No, chi manifesta contro il green pass manifesta contro il green pass e le sue storture e basta. Chi scrive è regolarmente vaccinato, ma non intende mostrare uno strumento coercitivo di tal fatta.

Ricordiamo che l’Italia, in compagnia, ma solo parzialmente, della Francia, è l’unico paese che abbia disposizioni così restrittive e usi in maniera così estesa il green pass che originariamente doveva essere uno strumento per spostamenti tra stati, concepito in tal modo dall’EU. Ci si stupisce che ci siano così tante restrizioni malgrado ufficialmente si è arrivati al 80% della popolazione vaccinabile. In altre nazioni i vincoli vengono tolti, qui vengono inaspriti. Visto che non utilizzano il green pass così pervasivamente, tutti gli altri paesi dell’Occidente sono fascisti? E regimi che adottano regole simili, anche se non uguali come la Cina sono democratici? Dobbiamo porci delle domande molto serie su dove stiamo andando. Ed è anche per questo che MR è particolarmente vicina ai lavoratori portuali. Al massimo il green pass potrebbe essere utilizzato in luoghi che continuano ad avere restrizioni, come discoteche e palazzetti dello sport, i congressi, per averne la piena disponibilità.

Ci dispiace che Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità Portuale, si voglia  dimettere, poiché è stato l’artefice del rilancio del porto, figura di capacità indiscussa e difficilmente sostituibile, amata e rispettato da tutti, lavoratori portuali compresi, e ci auguriamo di vederlo presto di nuovo al suo incarico. Abbiamo protestato vivamente quando era stato rimosso dalle sue funzioni per cavilli burocratici, come solidali con lui erano stati gli stessi lavoratori.

Ci auguriamo che ritorni presto sulle sue intenzioni e non lasci i suoi incarichi così brillantemente ottemperati o che le sue eventuali dimissioni siano anche la possibilità per esercitare al meglio un ruolo di mediazione tra le parti in causa, mediazione che forse non avrebbe potuto svolgere efficacemente anche a causa dell’intransigenza del Ministro dell’Interno.

Zeno d’Agostino è figura fondamentale per la creazione di quel polo triestino per l’implementazione di una blue economy, che vuole vedere alleati l’economia, la ricerca, la finanza e l’imprenditoria e le maestranze, che deve diventare esempio e forza trainante per tutto il paese.

MR si mette a disposizione per tentare un dialogo costruttivo tra le parti.

Quindi pieno appoggio ai lavoratori del porto nella loro lotta a green pass pervasivo, sperando che la loro iniziativa abbia un rapido successo e che sia d’esempio alle altre componenti sociali dell’Italia tutta.

Roberto Hechich

Coordinatore pro-tempore Movimento Roosevelt Trieste

Condividi