Buona notte e buona fortuna – La stampa lavora per i cittadini, non per i governi.

maccartismo

Abbiamo ascoltato, nella conversione cinematografica, le parole di Edward
Murrow, un famoso giornalista americano della CBS, che si scaglia contro il Senatore
Joseph McCarthy e la sua famosa caccia alle streghe dei comunisti negli Stati Uniti.
La puntata di oggi, che come spesso fa questo programma trae le mosse da uno
scontro fra alcuni protagonisti della storia, tratta di alcune tematiche assi importanti,
come il giornalismo, la giustizia, i diritti civili, ma soprattutto la libertà. Voglio
sottolineare che molti principi che possono a volte apparire scontati, tali non sono, ed
al contrario sono stati e rimangono sotto costante attacco. Ricordare la nostra storia
può aiutarci ad individuare le minacce ed a sconfiggerle.

La premessa: America, anni ’50, “Red Scare”.

Vorrei fare una premessa: spesso oggi sentirete parlare di “comunismo”. Bisogna
comprendere che in America, e negli anni ’50, questa parola va intesa non tanto come
potremmo fare noi in Europa, cioè con un riferimento ideologico ad una dottrina
politica e sociale, ma come sinonimo di traditore e sovversivo.
Ma veniamo al racconto.
Siamo negli Stati Uniti del primo dopoguerra, nei primi anni cinquanta, e in pieno
“Red Scare”, cioè la paura dei movimenti socialisti ed anarchici, che già c’era stata
dopo la prima guerra mondiale, ma che ora ritornava nella forma di timore di
influenza comunista dell’Unione Sovietica.

Truman e l'”ordine di lealtà”

In questo contesto, il presidente Truman, sotto pressione dell’ala destra del Partito
Repubblicano, firmò un ordine esecutivo, noto come “ordine di lealtà”, che ordinava
all’FBI di scovare i comunisti nascosti nei servizi pubblici, e licenziarli in base ad un
semplice “ragionevole dubbio”.
Oltre 3 milioni di americani vennero indagati, 300 vennero licenziati e fu creata
una sorta di lista di proscrizione da parte del Procuratore generale di organizzazioni
considerate sovversive.

Il caso “Rosemberg”

In questo periodo avvenne il famoso caso Rosemberg, in cui Julius ed Ethel
Rosenberg furono accusati di aver ceduto ai Sovietici segreti nucleari, e saranno
processati e giustiziati. (Cosa che, almeno per Julius, pare confermata da
testimonianze successive di spie sovietiche).
In questa atmosfera, i media giocarono un ruolo ansiogeno assai importante,
tramutando queste tematiche in uno spettacolo mediatico, e si sviluppò una vera
paranoia nazionale su chi potesse essere un agente segreto sovietico.

Joseph McCarthy: caccia alla streghe e l’origine del “maccartismo”

Il Partito Repubblicano, particolarmente nell’ala più a destra, realizzò che poteva
attaccare i democratici a fini elettorali su questi temi, definendoli troppo morbidi sul
comunismo.
Su questa falsariga, il senatore del Wisconsin Joseph McCarthy fu l’emblema di
quella che diverrà una vera e propria caccia alle streghe, e si caratterizzerà per un
modus operandi che prenderà il suo nome, cioè “maccartismo”, dove si intende ormai
con connotazione negativa, il formulare accuse arbitrarie e personali basate su
preconcetti.
Eleanor Roosevelt ebbe a definire questo atteggiamento, come una «vera e propria
ondata di fascismo, la più violenta e dannosa che questo Paese abbia mai avuto.»
Ma torniamo al Senatore McCarthy. Nel febbraio del 1950, ad una riunione del
Club delle Donne Repubblicane, brandì un pezzo di carta e affermò di avere in mano
la lista di 205 persone che lavoravano nel Dipartimento di Stato e che erano note per
essere membri del Partito Comunista.
Come detto, L’FBI di J. Edgar Hoover ricevette massicci finanziamenti per scovare
i comunisti nascosti nelle agenzie governative.

Hollywood, la scienza e il McCartismo

Ma la loro indagine più pubblicizzata non fu affatto focalizzata sui dipendenti del
governo, ma su Hollywood.
Molti famosi dirigenti cinematografici, attori e registi furono indagati per scoprire
chi aveva segrete simpatie comuniste.
Charlie Chaplin fu una delle persone accusate di attività antiamericane e l’FBI si
attivò per fare in modo che venisse cancellato il suo visto di rientro, quando nel 1952
lasciò gli Stati Uniti per un soggiorno in Europa ed In effetti, la sua carriera
cinematografica negli USA finì nonostante egli non fosse stato dichiarato colpevole di
alcun reato.
Walt Disney testimoniò il 24 ottobre 1947 davanti alla Commissione per le attività
antiamericane; egli nell’interrogatorio parlò dello sciopero avvenuto durante la
lavorazione del film Dumbo, ma a sua volta fu sospettato di essere comunista. Edward
Dmytryk ed Elia Kazan furono obbligati a denunciare i propri colleghi. Furono
interrogati anche Robert Taylor, e Gary Cooper. Anche Arthur Miller finì sotto
inchiesta, e come conseguenza Marilyn Monroe, moglie dello scrittore, chiese aiuto a
John Fitzgerald Kennedy. Lo sceneggiatore Dalton Trumbo fu condannato per essere
affiliato al Partito Comunista e costretto a trasferirsi in Messico, dove continuò il suo
lavoro sotto falso nome.

Furono messi sotto sorveglianza persino alcuni scienziati, come Albert Einstein e
Linus Pauling. A quest’ultimo fu ritirato il passaporto nel 1952, e gli fu restituito solo
qualche anno dopo quando vinse il premio Nobel per la chimica.

“Lavender scare”

Alla fine, molte persone di sinistra finirono sulla lista nera, impedendo loro di fare
o recitare e film per anni, o anche mai più. Un corollario di queste indagini segrete, fu
quello che ora viene chiamato “lavender scare”, cioè la scoperta di alcuni
comportamenti segreti di dipendenti del governo che erano omosessuali. Questo
scatenò una caccia nella caccia, che causerà centinaia di licenziamenti e l’esposizione
al pubblico del comportamento privato di migliaia di persone. Per alcuni questo, meno
noto, aspetto del maccartismo fu persino più grave e pervasivo di quello più noto, ma
di sicuro essi si intrecciarono nei discorsi di McCarthy, sempre per motivi
essenzialmente propagandistici. Il Senatore del Wisconsin fu nominato a presiedere un
sottocomitato investigativo del Senato sulle operazioni governative, ed utilizzerà i
poteri investigativi di questo comitato per condurre interrogatori e lanciare le sue
accuse.

Edward Murrow

Ma torniamo all’altro protagonista, Edward Murrow.
Murrow era diventato famoso come corrispondente di guerra dall’Europa, in
particolare per le sue trasmissioni da Londra. Era noto soprattutto per essere
notoriamente diretto ed imparziale.
Tornato negli Stati Uniti, egli divenne capo della redazione giornalistica della
CBS, e realizzò diverse trasmissioni, prima alla radio, poi intervenne come
editorialista nel notiziario televisivo, poi nel programma TV “See it now”.
E fu proprio in questo programma che egli condusse l’attacco, poi passato alla
storia, contro il Senatore McCarthy, nella trasmissione del 9 Marzo 1954, che abbiamo
in parte ascoltato. Nella trasmissione, Murrow trasmetterà dichiarazioni del Senatore,
dimostrandone la contraddittorietà e la falsità. Egli dovette pagarsi da solo la
pubblicità del programma, perché la CBS si rifiutò di farlo, sebbene non ostacolò la
messa in onda.
La trasmissione fu accolta con favore dal pubblico, e la CBS ricevette molte
telefonate e lettere in gran maggioranza di approvazione. Ma l’importanza fu che
finalmente molte voci cominciarono ad alzarsi contro il Senatore McCarthy ed i suoi
metodi di indagine e le sue diffamazioni di normali cittadini. Fino a quel momento,
per il senatore, chiunque non fosse stato d’accordo con lui o con i suoi metodi,
avrebbe dovuto necessariamente essere un comunista o un fiancheggiatore.
Murrow offrì a McCarthy la possibilità di replicare, cosa che egli fede 3 settimane
dopo. La replica del Senatore fu mandata in onda senza commenti, e conteneva, essenzialmente, con il classico stile di McCarthy, il tentativo di screditare l’avversario
senza alcuna discussione in merito ai rilievi fattigli. McCarthy accusò Murrow di
essere anch’egli un comunista, ed in particolare dirà:
“Di solito, non mi prenderei tempo dall’importante lavoro che ho in corso per
rispondere a Murrow. Tuttavia, in questo caso mi sento giustificato a farlo perché
Murrow è un simbolo, un leader e il più intelligente del branco di sciacalli che si trova
sempre alla gola di chiunque osi smascherare i singoli comunisti e i traditori”
Murrow replicherà la settimana dopo, smentendo di essere un simpatizzante
comunista, ma le dichiarazioni aggressive e non provate di McCarthy contribuirono ad
alienargli le simpatie del pubblico.

1953

Nel 1953, McCarthy rivolse il suo sguardo verso i comunisti segreti nell’esercito,
utilizzando il sottocomitato che presiedeva.
Quello che non aveva calcolato, però, è che durante le udienze, l’esercito accusò
violentemente McCarthy e il suo avvocato Mike Cohen, di non aver condotto la loro
indagine in modo corretto.
Le udienze, che furono trasmesse in televisione, televisive fecero apparire
McCarthy come un bullo disonesto. La sua popolarità calò nei sondaggi e il Partito
Repubblicano, temendo che fosse diventato un peso cominciò a prendere le distanze
da lui nel suo lavoro.
Egli fu presto condannato anche da molti colleghi repubblicani finché, alla fine, il
Senato votò per censurarlo nel 1954. McCarthy poi svanì nell’ombra, e morirà 48enne
per cause legate all’alcolismo che lo accompagnò durante gli ultimi anni della sua
vita.

Giustizia, equa condanna e difesa effettiva.

Credo dovremmo riflettere su questi avvenimenti. Ci sono spunti per ragionare di
giustizia, e di come sia essenziale che non possano esserci condanne senza un equo
processo, senza delle prove e una difesa effettiva.
Dovremmo riflettere di come troppo spesso uomini senza scrupoli per motivi di
propaganda politica facciano uso di poteri legittimi delle istituzioni, piegati a tali fini
spesso a danno di avversari politici o semplici cittadini.
Dovremmo pure comprendere come non è mai accettabile il metodo di fare
politica con accuse non provate, allusioni, diffamazioni, contando sul fatto che la
giuria (il pubblico che ascolta) non è sempre in grado di rendersi conto di queste
sottigliezze retoriche perverse, e si limita a percepire il messaggio. Poco conta se poi
il malcapitato dimostrerà la sua innocenza.
Infine dovremmo imparare da Edward Murrow la rettitudine, il coraggio di dire le
cose come stanno, ed anche pretendere che i media si comportino in modo corretto in una funzione che non può essere solo legata agli ascolti (e peraltro non è detto che la
strategia sia vincente). Come avremo modo di riprendere in una prossima puntata che
faremo sull’argomento “Pentagon Papers”, nelle democrazie liberali la stampa è uno
strumento essenziale dei cittadini per controllare l’operato dei governanti, anche se a
volte ciò va ricordato e difeso.


Link per l’episodio: https://www.spreaker.com/user/runtime/dc-1×08-mixdown

Link per la serie:
Spreaker https://www.spreaker.com/show/delendacarthago

Spotify https://open.spotify.com/show/31EkRrta8kLLBQtoVzgxJu

Email per interloquire: delendacar@gmail.com

Twitter: @DelendaCarthag7

Articolo di Roberto Tomaiuolo

Leggi anche l’articolo Il Santo vs. il Sultano cliccando qui.

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