La battaglia di Bretton Woods: Keynes contro White

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Oggi parleremo della celeberrima Conferenza di Bretton Woods, che si tenne lungo la strada presso l’hotel Mount Washington, nel luglio 1944 ed ebbe più di 700 delegati da 44 nazioni. In questa conferenza furono discussi e negoziati una serie di accordi economici ed internazionali, in particolare circa l’ordine monetario fra i paesi, che ebbero grande importanza per il sistema economico e monetario del dopoguerra. Essa, in ultima analisi, si ridusse ad uno scontro fra Stati Uniti e Gran Bretagna, ed avrebbe ufficialmente sancito un cambiamento dal predominio dell’impero britannico all’ascesa della superpotenza americana.

Non passa giorno in cui non si senta invocare, quasi sempre a sproposito, la necessità di una nuova Bretton Woods, ovviamente questo è un refrain niente affatto nuovo, e comune soprattutto in tempi di gravi difficoltà economiche e di debiti pubblici elevati, come quelli che stiamo vivendo.

Vale allora forse la pena, prima di imbarcarsi davvero in una nuova Bretton Woods, di scoprire cosa è realmente accaduto nella “prima versione”, quella originale, che di spunti, personaggi interessantissimi e colpi di scena ne ha avuto davvero tanti. Ci soffermeremo soprattutto sulla parte storica degli eventi e sui protagonisti, più che sulla parte economica (che pure meriterebbe una approfondimento a sé, che magari faremo più avanti).

Affermazioni su Bretton Woods

Comincerò con il fare delle affermazioni (alcune delle quali, mi rendo conto, non sono udite spesso nel nostro paese).

La prima è ovvia: Bretton Woods è stato probabilmente il momento in cui l’America ha posto le basi per la propria preminenza economica. La seconda, pure ovvia, è spesso assai meno sottolineata: la conferenza ha decretato destino infausto dell’Impero britannico. Corollario di queste prime due: si è svolto uno scontro assai violento Stati Uniti / Gran Bretagna con la vittoria della prima e la capitolazione della seconda. L’ultima è che, probabilmente, John Maynard Keynes non si dimostrò  la scelta migliore che gli inglesi avrebbero potuto fare, in quella circostanza.

Attori principali

Ma non anticipiamo. I due personaggi, e sfidanti, principali furono per gli Stati Uniti Harry Dexter White, ebreo, figlio di immigrati lituani, che ha per molti anni rivestito un ruolo importantissimo in economia e pure politica estera, sebbene da posizioni solo apparentemente di seconda fila, stranamente non evidenziato quasi mai nei libri di storia. Il secondo è un nobile inglese,  John Maynard Keynes, che era, almeno in quel periodo, visto come l’equivalente economico di Albert Einstein, una figura aristocratica elevata, una vera superstar dell’epoca (teniamo presente che al tempo gli economisti non erano affatto noti, ed egli rappresentò il primo caso).

Ma facciamo un passo indietro: la conferenza si svolse nel corso di tre settimane nel luglio del 1944. Inizierà  appena tre settimane dopo l’invasione e il D day in Normandia, quindi lo spirito, per molti, era euforico. Negli Stati Uniti il Presidente è Franklin Delano Roosevelt, che attribuiva una grandissima importanza a questo avvenimento.

La piccola e sperduta cittadina di Bretton Woods fu scelta per motivi puramente politici, per la futura battaglia alle primarie del New Hampshire. Dobbiamo anche sottolineare che Roosevelt non aveva alcun interesse né conoscenza per gli affari monetari, e si affidò all’amico di infanzia Henry Morgenthau, segretario al tesoro. Ma pure Morgenthau, non sapeva molto della materia, egli era infatti un coltivatore di mele, persona pure colta, ma comunque non un tecnico e, di fatto, lasciò l’intera gestione al suo vice, figura davvero notevole, come abbiamo sottolineato, Harry Dexter White.

Gli americani ritenevano che la guerra fosse avvenuta soprattutto a causa delle guerre valutarie della seconda metà degli anni ’20 dei primi anni ’30, con la riadozione e poi l’abbandono del gold standard (ricordo che il gold standard è quel sistema in cui la base monetaria è in oro, e le valute sono convertibili in oro), anche se per la verità gli economisti moderni ritengono che fu proprio l’adozione del gold standard a contribuire alla lunga durata della depressione .

Il nuovo sistema

In base alla interpretazione degli USA del tempo, comunque, la Grande Depressione a livello globale contribuì a creare  l’ambiente di miseria e di rabbia che permise a Hitler e Mussolini di emergere (e questo, a parere di chi vi parla, è vero).

Quindi, a loro avviso, il Fondo Monetario Internazionale che stavano per creare a Bretton Woods, che nella loro visione era molto più importante della Banca Mondiale, doveva essere un complemento vitale delle Nazioni Unite che sarebbero state create l’anno successivo a San Francisco. Ma gli americani, ovviamente, volevano creare un sistema globale basato sul dollaro americano con l’oro come base, dove il dollaro sarebbe stato fissato all’oro ad un prezzo fisso. (Quello che si definisce Gold Exchange Standard, dove cioè le altre valute sono convertibili in dollari, questi ultimi convertibili in oro). Gli altri paesi non avevano, in realtà, grandi possibilità di dissentire: negli anni ’40, non c’era altro modo di commerciare e quindi di sopravvivere nel mondo, senza oro o dollari USA, e gli Stati Uniti controllavano quasi l’80% delle riserve auree monetarie mondiali.

Harry Dexter White disse, parlando ai delegati americani, che il motivo che avrebbe spinto il mondo ad accettare sarebbe stato l’oro di Fort Knox, ed era per questo che gli Stati Uniti dominavano il mondo finanziario. White ha sempre combattuto la posizione di predominio che, fino allo scoppio della guerra, aveva avuto l’Inghilterra. Ad esempio, egli persuase i cinesi a sganciare la loro valuta dalla sterlina e ad agganciarla al dollaro americano. Va detto poi che molti nella Amministrazione Roosevelt consideravano gli USA come potenza anticoloniale, e Harry Dexter White ha sempre visto l’economia come un mezzo per fini politici (ma su questo punto ritorneremo più avanti).

Quindi Bretton Woods era, nelle intenzioni di White, uno strumento chiave per eliminare la Gran Bretagna come rivale politica ed economica nel mondo del dopoguerra. Morgenthau, dopo la morte di Roosevelt, dirà  al presidente Truman cosa si era prefissato di ottenere a Bretton Woods, aperte virgolette “volevo spostare il centro finanziario del mondo da Londra e Wall Street al Tesoro degli Stati Uniti”. Gli americani erano convinti che l’Inghilterra, al posto loro, avrebbe fatto lo stesso, e probabilmente avevano ragione.

Ad ogni modo la Gran Bretagna fu davvero l’unica delegazione a Bretton Woods che oppose resistenza al piano americano. In effetti, Harry Dexter White e John Maynard Keynes si sono davvero battuti, talvolta violentemente, senza esclusione di stilettate polemiche,  sugli articoli finali dell’accordo del Fondo monetario internazionale.

La Gran Bretagna

La Gran Bretagna, di fatto, fu costretta a stipulare con gli Stati Uniti un accordo capestro per sopravvivere alla guerra, al fine di ottenere prestiti americani per superare i primi anni post-bellici. Ma altri elementi chiave imposti dagli americani sarebbero stati:

  • Primo, la rinuncia della Gran Bretagna alla cosiddetta preferenza commerciale imperiale, cioè  la disposizione con la quale la Gran Bretagna si concedeva un accesso privilegiato ai mercati delle sue colonie e dei suoi domini.
  • Secondo, la Gran Bretagna sarebbe stata costretta a rendere nuovamente convertibile la sterlina britannica, a un prezzo fisso in dollari USA, entro una data fissa, che fu fissata al 15 luglio 1947, un giorno che gli inglesi considereranno infame, perché li metterà in gravissima difficoltà per la necessità di privarsi del poco oro che avevano nelle riserve.
  • Infine, la Gran Bretagna avrebbe accettato il dollaro USA come unità di conto di base per il commercio globale dopo la guerra.

Quindi è giusto caratterizzare la conferenza come il riconoscimento, dopo la guerra, del predominio americano sull’economia mondiale, ma pure comprendere come vi fu, non secondariamente, la decisione di sostituirsi alla Gran Bretagna vibrando un colpo mortale al suo impero.

Per completezza di informazione, Truman poi rovescerà questa politica dopo pochissimi anni con il Piano Marshall (perché cambiarono idea sulla possibilità di una alleanza con l’Unione Sovietica, e compresero la necessità di una Gran Bretagna forte in Europa), ma i colpi inferti furono decisivi.

John Maynard Keynes

Ma parliamo ora del secondo protagonista della nostra puntata, John Maynard Keynes

Keynes nasce nel 1883 da una famiglia accademica di Cambridge, della classe medio-alta. Egli era spiritoso, eloquente, sicuro di sé, fece studi brillantissimi, distinguendosi sempre, e cominciò a lavorare per l’amministrazione del governo di Sua Maestà per un ufficio che si occupava di affari relativi alla colonia indiana, facendo anche qui una brillante carriera.

Comincerà, dopo la prima guerra mondiale, a scrivere testi che si riveleranno profetici, come “Le Conseguenze Economiche della Pace” e “Per la Revisione del Trattato”, dove prevede che la Germania punita in modo così draconiano finirà con il provocare gravi squilibri a tutto il sistema. Egli scriverà poi molti altri testi, ora considerati dei classici, e intrattenne una famosa corrispondenza con il Presidente Roosevelt.

Keynes era senz’altro il più eminente economista del tempo, e uno dei massimi economisti in assoluto. Ma molti ritengono, compreso chi vi parla, che egli fosse la persona sbagliata per quell’incarico essenzialmente negoziale e diplomatico. Keynes cercò di limitare i danni, conscio che ormai il ruolo di moneta principale della sterlina non era più salvabile, proponendo l’idea di BANCOR, cioè una unità di conto sovranazionale che non fosse però una moneta vera e propria, e, soprattutto, non fosse il dollaro.

Se probabilmente tale unità di conto avrebbe aiutato a diminuire i grossi squilibri che già c’erano e che poi effettivamente si amplificarono, va detto che tale soluzione era palesemente inaccettabile per gli Stati Uniti, che si sarebbero trovati, in pratica, unica nazione costretta a prestare a tutti gli altri, per giunta attraverso un intermediario, una banca internazionale da costituirsi, che non avrebbero controllato. Keynes propose inoltre che i paesi in surplus (quindi in pratica solo gli Stati Uniti), che non avessero prestato denaro, avrebbero di fatto pagato una sorta di tassa a tutti gli altri.

 Tale piano era palesemente inaccettabile per gli Stati Uniti, ed inoltre la Gran Bretagna, quando la moneta dominante era la Sterlina, mai si sarebbe sognata di proporre un tale sistema.

Il piano approvato

Il sistema che fu invece approvato, o meglio imposto dagli USA, prevederà:

  • la creazione di un Fondo monetario internazionale, a cui fu affiancata la creazione della Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo. Il FMI avrebbe avuto il compito di vigilare sulla stabilità monetaria.
  • che tutte le valute sarebbero state convertibili in dollari. Il commercio internazionale sarebbe avvenuto soprattutto in dollari; per esempio, i prezzi delle materie prime, come il petrolio, sarebbero stati espressi in dollari.
  • che le banche centrali dovessero mantenere un cambio stabile con il dollaro

Resta da comprendere perché l’Inghilterra decise di firmare gli accordi. E’ noto che c’erano altre possibilità di finanziamento da altri canali, soprattutto di banche americane, che non avrebbero imposto agli inglesi di capitolare con tutte le impegnative condizioni associate con quello firmato.

Sappiamo che fu proprio Keynes a scegliere invece di sottostare a questo accordo, che pure comportava di fatto una totale sconfitta del suo paese. Il reale motivo non è unanimemente accettato dagli studiosi, taluni ritengono che abbia giocato un ruolo l’importanza che egli dava alla sua eredità storica, egli voleva infatti essere ricordato come l’uomo che determinò la morte del gold standard, e forse era convinto che gli accordi avrebbero potuto essere successivamente rinegoziati. Ma non fu così.

Harry Dexter White

Ma torniamo ancora a parlare di Harry Dexter White. Come ho detto, questa è una figura assai importante, enigmatica, e sottovalutata in tutti i racconti storici dell’epoca. Ma ora facciamo un passo avanti: clamorosamente, nel 1948, l’ex spia sovietica Whittaker Chambers, accusò White di aver fatto parte dell’apparato segreto sovietico fin dal 1938. Egli negò le accuse, ma alcune prove erano schiaccianti: il 13 agosto di quell’anno White si presentò davanti alla commissione per le attività anti-statunitensi negando ogni addebito, ma appena finita la sua deposizione ebbe un infarto che lo condusse tre giorni dopo alla morte.

Una delle figure più ascoltate della amministrazione Roosevelt, negoziatore a Bretton Woods, accusato credibilmente di essere una spia sovietica! Si scoprirà successivamente che egli aveva passato molte informazioni all’URSS, e si rivaluteranno molte posizioni che egli aveva preso, favorevoli all’Unione Sovietica, all’interno dell’amministrazione.

Nel 1944, egli interpreterà in modo volutamente falso una istruzione del Generale Marshall circa i cosiddetti “marchi di occupazione”, la moneta in uso nella Germania occupata, consentendo ai sovietici di stampare moneta che poi potranno cambiare al tasso fisso garantito dal tesoro americano. Un guadagno di oltre 4 miliardi di dollari dell’epoca, a spesa del Tesoro americano.

In alcuni appunti di White ritrovati negli anni ’90, probabilmente scritti nel 1944, egli discetta sul perché gli Stati Uniti avrebbero dovuto stringere un’alleanza permanente in tempo di pace con l’Unione Sovietica, e denuncia l’ipocrisia americana verso i sovietici. Incolpa il suo paese di  imperialismo, attacca la potente gerarchia cattolica che ha fermato questa alleanza, e poi esalta le virtù del socialismo sovietico. Conclude il suo saggio scrivendo “l’Unione Sovietica è il primo esempio di economia e azione socialiste. E funziona”.

Nel 1946, il potentissimo direttore dell’FBI J. Edgar Hoover, preparerà  un lungo memorandum per il presidente Truman per avvisarlo di avere le prove delle attività di White. Truman preferì da principio non espellerlo del tutto, per evitare polemiche, ma lo mise in posizioni dove non avrebbe potuto fare danni. Ma White avrebbe dovuto diventare il Direttore del costituendo Fondo Monetario Internazionale, ed allora gli americani decisero, tatticamente, a causa di questa situazione di rinunciare alla titolarità di un americano per quella posizione, che infatti da allora è sempre stata appannaggio di europei.

Dopo Bretton Woods

Vediamo ora cosa è successo dopo Bretton Woods, con l’arrivo di Truman. Egli, da principio, non aveva assolutamente intenzione di apportare cambiamenti fondamentali alle posizioni di Roosevelt in politica estera, anche per quanto riguarda l’Unione Sovietica. Truman, inizialmente, parlò con entusiasmo di Stalin e di come avrebbe potuto fare affari con quest’uomo. Ma divenne chiaro dopo poco, che Stalin, secondo almeno gli americani, non stava mantenendo la parola data.

E la politica americana, come abbiamo detto, ebbe un radicale e repentino cambiamento di posizione, cominciando con il piano Marshall a stabilire in Europa una sfera di influenza da opporre all’Unione Sovietica. Ciò comunque non impedì il crollo dell’impero britannico, ma la posizione europea si consolidò.

Per quanto riguarda gli accordi di Bretton Woods, come abbiamo visto il cosiddetto Gold Standard venne sostituito dal Gold Exchange Standard, che metteva il dollaro al centro del sistema, in un certo senso “interponendolo” fra le altre valute e la convertibilità in oro, e dando agli Stati Uniti il cosiddetto “exorbitant privilege”, cioè un privilegio esorbitante che derivava dal fatto che il commercio internazionale sarebbe avvenuto in dollari, di fatto eliminando, per gli americani, il rischio della cosiddetta bilancia dei pagamenti.

Per molti anni il sistema funzionò, ma pian piano i dollari posseduti al di fuori degli Stati Uniti superarono le riserve auree americane. Anni di deficit e la convinzione che il sistema fosse inerentemente ingiusto, convinsero molti paesi, ed in primis la Francia di De Gaulle, a convertire i dollari in oro, causando una pressione sulle riserve americane, che divenne presto insostenibile. In pratica, gli Stati Uniti rischiavano di non avere abbastanza oro per convertire tutte le richieste. Nixon, il 15 Agosto 1971 interromperà unilateralmente la convertibilità del dollaro in oro, causando lo sganciamento dal dollaro di molte monete, e quello che sarà noto come il “Nixon Shock”.

Nella puntata di oggi ha ripercorso un momento importantissimo della storia contemporanea, la conferenza di Bretton Woods. Di nuovo abbiamo potuto comprendere come due figure importanti, John Maynard Keynes e Harry Dexter White, almeno in parte seguendo una loro agenda personale, abbiano influito profondamente sulla nostra storia.

Trovi qui la puntata precedente “Il gioco più violento di tutti: Spassky vs Fischer”

Articolo di Roberto Tomaiuolo

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